Durante la seduta dello scorso 25 novembre del Consiglio Comunale, il nostro gruppo Voce Comune ha portato all’attenzione la preoccupante situazione dell’Ufficio Tecnico e, più in generale, del personale comunale, presentando un’interrogazione e un’interpellanza. Questi atti sono stati pensati per fare chiarezza su una vicenda complessa che ha avuto gravi ripercussioni sulla gestione amministrativa e che solleva non pochi interrogativi sulle motivazioni.
L’Ufficio Tecnico, che rappresenta il centro operativo per la gestione delle opere pubbliche, delle manutenzioni e dei servizi abitativi, si trova attualmente privo di personale. In un brevissimo arco di tempo, il responsabile dell’ufficio e i due istruttori hanno lasciato contemporaneamente il proprio incarico. Le richieste di mobilità hanno ricevuto il nulla osta incondizionato da parte della precedente amministrazione il 27 maggio scorso e, tra agosto e ottobre, tutti i dipendenti hanno lasciato il Comune di Ragogna per trasferirsi in altri Enti.
Questa situazione è particolarmente grave perché non sono mai state chiarite le motivazioni che hanno spinto il personale a richiedere il trasferimento. Inoltre, la precedente amministrazione non ha predisposto alcuna misura preventiva per garantire una transizione ordinata e programmata. Di conseguenza, i cittadini stanno subendo ritardi evidenti nella gestione dei servizi comunali, una conseguenza diretta della carenza di personale e di una pianificazione inefficace. Alla luce di questa situazione, abbiamo ritenuto necessario presentare un’interrogazione per comprendere le soluzioni che l’amministrazione intende adottare e un’interpellanza per approfondire le responsabilità che hanno portato a questa crisi.
La risposta dell’Amministrazione
In Consiglio Comunale, l’Amministrazione ha riconosciuto la gravità della situazione, precisando che il problema è stato ereditato e che i trasferimenti sono avvenuti senza alcuna possibilità di intervento. È stato spiegato che il concorso per la posizione di responsabile tecnico ha visto la partecipazione di un solo candidato, il quale, pur risultando idoneo, ha successivamente rinunciato al ruolo. A seguito di ciò, è stato immediatamente indetto un nuovo concorso, che si concluderà entro gennaio 2025.
Per la posizione di istruttore tecnico, il concorso attualmente in corso dovrebbe concludersi con gli esami previsti per dicembre. L’Amministrazione ha dichiarato che, qualora vi fossero candidati idonei, si attingerà alla graduatoria per coprire entrambi i posti vacanti, sfruttando la disponibilità di più figure professionali. Nel frattempo, per tamponare la carenza di personale, sono state attivate alcune convenzioni temporanee, che tuttavia si sono rivelate insufficienti per garantire un servizio adeguato ai cittadini.
Nonostante queste spiegazioni, le risposte fornite risultano carenti su aspetti cruciali. Non è stato approfondito il motivo per cui la precedente amministrazione abbia rilasciato nulla osta incondizionati senza prevedere alcuna strategia per trattenere il personale. Non sono state affrontate in maniera esaustiva nemmeno le problematiche organizzative che hanno reso inevitabile questa situazione di emergenza. Il Sindaco ha comunque riferito che nei prossimi mesi si terrà un Consiglio Comunale dedicato a questa vicenda.
Le nostre considerazioni
La situazione dell’Ufficio Tecnico rappresenta un caso emblematico di una gestione amministrativa poco lungimirante, incapace di prevenire una crisi annunciata e di garantire la continuità di un servizio essenziale per il funzionamento del Comune. Come gruppo, sottolineiamo l’urgenza di affrontare il problema con maggiore responsabilità e trasparenza. È fondamentale che l’Amministrazione non si limiti a misure tampone, ma adotti soluzioni concrete e pianificate per garantire servizi efficienti ai cittadini e una gestione stabile delle risorse umane.Continueremo a vigilare affinché questa vicenda venga approfondita nelle sedi opportune e affinché l’Amministrazione fornisca risposte chiare e definitive non solo alle nostre interrogazioni, ma soprattutto alla comunità. I cittadini hanno diritto di conoscere le motivazioni sia degli allontanamenti che della concessione delle autorizzazioni.